Meditazioni

VI DOMENICA DI PASQUA A Gv 14 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

“Il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete perchè io vivo e voi vivrete”.

Sembra che il presupposto per vedere sia l’essere vivi. Come Gesù, che è morto e risorto. La Pasqua diventa la condizione per vedere, ma di più: per vivere.

Gesù dice di sé: Io vivo e voi vivrete. Ovvero quella vita che Lui ha ora, mentre parla con gli Undici (Giuda si è già tirato fuori) loro la avranno, ma non ce l’hanno ancora. Cos’è che Gesù ha e loro non ancora?

Il Signore Gesù, il FIglio prediletto, vive nel Padre, la relazione con il Padre e con lo Spirito è la Sua vita. Vivere è vivere per, è vivere nel Padre. Anche ora che sta per essere consegnato.

E noi? Questo regalo di vivere per, vivere nel Padre, nel Figlio e nello Spirito, ci viene versato nella Pasqua di Cristo. Abbiamo tra le mani una coppa vuota che abbiamo provato a riempire con ogni espediente possibile immaginabile, ma nulla ci ha saziato, nulla ci ha soddisfatto.

Nella Pasqua ci viene donata LA  relazione che investe tutta la vita e la rende nuova, così che ci si accorge che prima eravamo morti, che eravamo ciechi, sordi, stolti. Andavamo a elemosinare qualcosa da bere a cisterne screpolate. Adesso abbiamo una fonte zampillante, viva, che non si esaurisce mai, mai uguale. E’ una roccia che ci segue il nostro Dio, ovunque andiamo, potremo girarci e abbeverarci a questa fonte itinerante.

Avremo la stessa vita di Cristo, la stessa vita di Dio. Viviamo dunque, in Lui!

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